kim

Il dittatore nordcoreano Kim Jong-un torna a far parlare di se nei giornali di tutto il mondo. Questa volta però per fortuna non ha guadagnato visibilità disponendo l’uccisione di qualche parente o gerarca ritenuto infedele, rivolgendo minacce agli Usa e ai paesi vicini, o per i test nucleari effettuati dal suo esercito.

Questa volta a far finire sotto i riflettori il despota è una sparata sul calcio. Kim vuole che la nazionale di calcio della corea del nord diventi una delle squadre più forti al mondo, e dice di essere pronto a creare i “nuovi Messi”.

Una sparata propagandistica rivolta al suo popolo, al quale il despota cerca di trasmettere un ideale di grandezza della Corea del Nord.

Il tiranno intende riportare la nazionale nordcoreana agli antichi fasti, quando al Mondiale di calcio del 1966 riuscì a qualificarsi ai quarti di finale, eliminando agli ottavi l’Italia in una partita che è passata agli annali del calcio come una delle peggiori gare della nostra nazionale. Kim intende aumentare gli sforzi economici in favore della scuola calcio di Pyongyang, nella quale si allenano circa 200 calciatori.

Kim non avrebbe fornito particolari su come intende perseguire questo ambizioso obiettivo, che alla luce dei risultati conseguiti dalla squadra nazionale del suo paese nelle ultime partite, appare distante anni luce. Ma un’idea sembrano essersela fatta gli utenti del web, dove la sparata è stata appresa con ilarità.

Sulle pagine Facebook che hanno divulgato la notizia i commenti ironici si sprecano: “forse renderà obbligatori gli allenamenti di calcio per tutta la popolazione di sesso maschile?” domanda sarcastico un commentatore.

“E’ meglio se torni al vecchio proposito di distruggere gli Stati Uniti, pur essendo impossibile è sempre più realizzabile questo che la Corea del Nord sforni il nuovo Messi.” commenta un altro utente, che raccoglie numerosi “mi piace”.

Infine c’è chi ricorda la nazionale del ventennio: “voi ci scherzate, ma un dittatore come lui, che ha dato in pasto ai cani affamati un suo parente ritenuto infedele e ha giustiziato un generale perché si è addormentato durante un suo discorso, abbia argomenti “molto convincenti” per spingere i giocatori ad impegnarsi. La nazionale italiana in epoca fascista ha vinto due mondiali, nel 1934 e 1938. I dittatori sanno essere convincenti“.